CALORI: “UNA FIGURACCIA,CHIEDO SCUSA ALLA GENTE”

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Dopo la sconfitta di Cosenza ecco le parole del tecnico granata Calori

“Siamo entrati in campo con un atteggiamento che non è da noi. Chiedo scusa alla gente, perché non mi piace fare figure così, non è il mio modo d’essere. Si può vincere o si può perdere, però l’atteggiamento deve essere sempre massimo, avere quella voglia di sudare, di conquistarsi le cose. Poi a volte può andare male. Quando nel secondo tempo abbiamo accelerato un pochino, abbiamo mostrato la differenza. E allora dico: perché non bisogna avere un atteggiamento costante? E’ questo che mi fa venire rabbia, perché ogni volta che dobbiamo fare quel salto di qualità, sembra che la pressione non si sappia reggere. Prima della partita avevo detto: questa non è l’ultima giornata di campionato, ma la prima dei play off, bisogna abituarsi a lottare. Io non sono rimasto per fare un buon campionato, ma per cercare di portare questa squadra dove tutti vogliamo. Ci si deve provare e questo comporta responsabilità, ma deve essere anche uno stimolo, perché è una cosa bella, che deve renderci orgogliosi. Quindi non ci si può permettere di fare questi errori. Questo oggi non mi è piaciuto, l’ho detto ai ragazzi e lo dico qui perché è giusto che si sappia quello che penso. Non mi avete mai sentito dire queste cose. Nel primo tempo non c’eravamo proprio, ma non siamo questi noi, non siamo quelli del primo tempo, la nostra è una squadra che generalmente cerca di gestire la partita, di proporre gioco. Invece oggi inseguivamo un Cosenza normale, i gol li abbiamo subiti da soli, abbiamo fatto degli errori che in tutto l’anno non avevamo mai fatto. Assetto tattico? E’ quello che ci ha portato a fare 68 punti, è un campionato che giochiamo così, è l’atteggiamento che è stato sbagliato, non abbiamo fatto nulla di quello che facciamo normalmente. Abbiamo fatto errori banali, che solitamente non facciamo. Oggi era l’occasione per avere dei vantaggi enormi, arrivando secondi. Adesso dovremo fare partite in più, giustamente, perché ce lo siamo meritati. Preoccuparsi per cosa ci aspetta? No, le reazioni ci sono sempre state, le abbiamo sempre avute, spesso quando siamo caduti ci siamo rialzati. Questa è un’occasione per rialzarsi, deve essere un monito, deve fare capire che non si può mollare neanche un secondo. Se vogliamo raggiungere un traguardo dobbiamo stare sul pezzo, dobbiamo avere quella fame e quella voglia di raggiungerlo, non chiedo niente di più. E’ questo che dobbiamo fare: sentire la responsabilità tutti quanti, perché io è tutto l’anno che metto la faccia e la metterò sempre, però voglio gente che lotta per raggiungere un obiettivo e dobbiamo regalare questo alla gente. Poi, se non ce la facciamo perché non vengono i risultati ci può stare, ma voglio il massimo dell’impegno. Sentirmi solo? No, la società è sempre presente, è chiaro che sono distanti geograficamente, ma c’è un rapporto stupendo. Quindi non tiriamo in ballo distanze e storie che non esistono. La colpa è nostra, per come abbiamo giocato questa partita. Li avrei cambiati tutti se avessi potuto, perché è stato l’atteggiamento complessivo che non mi è piaciuto. Se ho avuto avvisaglie in settimana? No, ci siamo allenati sempre bene, siamo pure partiti un giorno prima, proprio per l’importanza che davamo alla partita. Non è stato trascurato niente. Adesso bisogna prendere coscienza di quello che siamo stati oggi, per non rivederlo mai più. Questa è una squadra che ha fatto gran parte del campionato alla grande, ma questo lo puoi fare quando ognuno dà il 100 per cento”

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